image

ADDIO AI FURBETTI DELLA “104″. POSSIBILE IL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA SE L’USO È UN ABUSO ILLECITO

by • 28 aprile 2014 • Attualità, elenco, Lavoro, NazionaleComments (29)5084

L’ABUSO DEL PERMESSO “104″, PER ASSISTENZA DEI CONGIUNTI, GIUSTIFICA IL LICENZIAMENTO

La natura illecita dell’abuso del diritto a fruire dei permessi per l’assistenza dei congiunti, di cui all’art. 33, L. 104/1992, e il ragionevole sospetto che il lavoratore ne abbia abusato, legittimano il ricorso al controllo occulto c.d. “difensivo” ad opera del datore di lavoro. L’uso improprio del permesso per l’assistenza dei congiunti giustifica il licenziamento per giusta causa in quanto compromette irrimediabilmente il vincolo fiduciario indispensabile per la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Un datore di lavoro si avvale di un’agenzia investigativa per “pedinare” un proprio dipendente, sospettato di utilizzare i permessi ottenuti per l’assistenza ai congiunti ai sensi dell’art 33 della L. 104/1992 al fine di recarsi in vacanza. Scoperto l’illegittimo uso del permesso, il datore licenzia il dipendente per giusta causa.

Il dipendente impugna il licenziamento contestando, in giudizio, la liceità del controllo operato dal datore e la conseguente utilizzabilità delle risultanze probatorie derivanti dall’attività investigativa. In particolare, secondo il lavoratore gli artt. 2 e 3 dello Statuto dei lavoratori legittimerebbero, in presenza di un ragionevole sospetto, solo i controlli c.d. “difensivi” ovvero finalizzati ad accertare gli illeciti perpetrati a danno del patrimonio aziendale. In nessun caso, invece, il controllo potrebbe avere ad oggetto l’attività lavorativa intesa quale adempimento dell’obbligazione di fornire la propria prestazione lavorativa cui, a dire del lavoratore, sarebbero riconducibili i controlli effettuati dal datore di lavoro nel caso in esame.

Il Tribunale in primo grado accoglie il ricorso del lavoratore mentre la Corte D’Appello riforma la sentenza, argomentando che l’abuso del diritto di cui all’art. 33 L. 104/92 costituisce condotta illecita, tanto nei confronti dell’Inps, che eroga la corrispondente indennità, quanto nei confronti del datore di lavoro, il quale dall’abuso subisce comunque un danno, sia in termini economici dovendo, comunque, accantonare anche per i giorni di assenza il TFR, che organizzativi, dovendo far fronte all’assenza del lavoratore. La Corte d’Appello ritiene, inoltre, che nel caso di specie sussista anche il secondo requisito per accedere ai controlli difensivi ovvero il ragionevole sospetto del comportamento illecito (difatti due colleghi avevano in sede testimoniale dichiarato di aver sentito il lavoratore mentre raccontava di essere stato in vacanza in giorni in cui lo sapevano in permesso). Ad avviso del giudice di secondo grado, dalla liceità dell’accertamento difensivo consegue l’utilizzabilità in giudizio degli esiti dello stesso e, in definitiva, la legittimità del licenziamento per giusta causa.

La decisione è confermata dalla Corte di Cassazione (sentenza del 8 gennaio 2014, depositata in data 4 marzo 2014, n. 4984), la quale ribadisce la legittimità del controllo esercitato dal datore di lavoro attraverso l’impiego dell’agenzia investigativa e l’utilizzabilità delle relative prove. Il giudice di legittimità, ritenendo la natura illecita dell’abuso del diritto a beneficiare dei permessi per l’assistenza dei congiunti, esclude che il controllo esercitato dal datore di lavoro possa, nel caso di specie, considerarsi teso ad accertare l’adempimento della prestazione lavorativa, in quanto effettuato al di fuori dell’orario di lavoro e in fase di sospensione dell’obbligazione principale di rendere la prestazione lavorativa.

L’utilizzo da parte del dipendente di permessi con finalità assistenziale per scopi diversi, secondo la Suprema Corte costituisce poi comportamento idoneo a ledere irrimediabilmente il rapporto fiduciario, con conseguente legittimità del licenziamento per giusta causa, condividendo sul punto la decisione del Giudice d’Appello, adeguatamente motivata anche in relazione ai generali principi della “coscienza generale”. Su quest’ultimo punto, la Corte ha cura di ricordare come l’art. 2119 sia una norma c.d. elastica, tale per cui la giusta causa rappresenta un “modello generico”, capace di adeguarsi a una realtà mutevole nel tempo e che necessita quindi di essere specificato in sede interpretativa.

FONTE: diritto24.ilsole24ore.com

* A cura di Luisa Mian, Avvocato – Bonelli Erede Pappalardo, Leila Bianchi – Bonelli Erede Pappalardo

Invitiamo i lettori a prendere consapevolezza anche di una recentissima sentenza della Cassazione in merito a:

“Licenziamento da assenze tattiche, sistemiche e programmatiche”

Altri articoli correlati:

007 E SPIONAGGIO PER CONTROLLI OCCULTI SUI DIPENDENTI DENTRO E FUORI L’AZIENDA

“LA CARICA DEI 104″. FALSI INVALIDI. 101 INDAGATI. 19 CUSTODIE CAUTELARI. 10 MEDICI

Pin It

Related Posts

29 Responses to ADDIO AI FURBETTI DELLA “104″. POSSIBILE IL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA SE L’USO È UN ABUSO ILLECITO

  1. Salvo Pizzo scrive:

    la legge dei furbetti… tutti con parenti malati d’assistere….

    • giorgio scrive:

      E la foto degli italiani l uso diventa abuso chi si sente di assistere un parente riesce a farlo anche senza i permessini con il cuore in passato si faceva . Piu assistenza ai malati che soffrono e meno benefici ai parent.

      • Manuela scrive:

        Io ho mia zia a 1200 km di distanza mi permetti che essendo cieca ed io ad avere la 104 scendo a casa ad accompagnarla alle visite ed a vedere come sta ??? Io faccio l infermiera e l assistenza ai malati la faccio tutti i giorni

    • Madia scrive:

      Leggo dopo due anni l’interessante articolo…e finalmente qualcosa si muove…ancora c’è da lavorare su chi utilizza, la l.104 per essere tutelato nella graduatoria d’istituto…magari il familiare è assistito da altro parente…e quindi i colleghi si assentano raramente pur di avere la priorità a livello di graduatoria rispetto a coloro che hanno un servizio trentennale… In questo caso… chi ultimo arriva, prima alloggia…scusate la metafora.

  2. Andrea Mascia scrive:

    C’è da dire che di furbetti ne esistono un pò da entrambi i lati del fiume, sapeste le cose che fanno i datori di lavoro…..

  3. Nonostante anche io debba lavorare per sostituire i colleghi in 104 , in passato ne ho usufruito anche io e per creare il meno disagio possibile si cerca di programmare quelle giornate di permesso in maniera tale da non dare disagio al resto del gruppo di lavoro. Succede che tu hai programmato una visita per tuo padre il 26 del mese , ma poi il medico non c’è e ci vai il 24 appena finito di lavorare, il 26 rimane una giornata libera . Certo magari non parti x una vacanza.. Comunque se tutti chiedessero il congedo il giorno in cui serve davvero (come la malattia insomma) ci sarebbero delle catastrofi

    • DIEGO scrive:

      LA 104 SI DA A CHI A UN GUAIO A CASA NON A TUTTI E SICURAMENTE I 3 GIORNI NN BASTANO PER ASSISTERE UN DISABILE COSA CHE SI FA QUOTIDIANAMENTE E SE UN GIORNO DI PERMESSO PUO’ FAR SCARICARE LA TENSIONE ANCHE ANDANDO A MARE BEN VENGA RESTANO ALTRI 30 GIORNI CHE LO STATO ADDOSSA AI FAMILIARI.QUESTA SENTENZA E’ UNA VERGOGNA IN QUESTO PAESE CHE CONTINUA A TAGLIARE SPESA PUBBLICA PER ASSISTENZA AI DISABILI,LO AVREI CAPITO SE FOSSE STATO UN GIUDICE DELLA SVEZIA.VERGOGNA

      • simona scrive:

        Il problema é che per aver diritto alla 104 bisogna avere un disabile grave dentro casa… Già questo non basta? Non é gia forse questa una privazione della serenità? E poi 3 giorni al mese.. Cercano di togliere ogni diritto che nel tempo a fatica ci é stato dato, allora caro datore di lavoro, i 3 giorni liberi nn me li prendo ma quando serve di accompagnare mia madre a fare delle visite ce la porti tu, paghi tu benzina e spese…

  4. Lucio scrive:

    Anch’io usufruisco della 104 ma non per l’assistenza ma per me. Mi sembra di aver capito che qui si sta parlando dei “furbi” e non di coloro cheeffettivamente ne hanno bisogno. In ufficio ho una collega che sembra uno zombi per come è diventata per avere a carico i genitori pieni di problemi e so per certo di un altro in un altro ufficio che usufruisce della 104 e non va nemmeno a trovare il malato… questi secondo me andrebbero puniti come meritano anche perché danneggiano chi ne ha bisogno. A me una volta hanno detto ” eh tu con la 104 puoi stare a casa mentre noi qui a lavorare” solo che loro per arrivare alla macchina e fare le scale non rappresenta un problema e non si stancano. Poi, anche se è un altro caso, vogliamo parlare di quelli che comprano i fuoristrada a nome di persone con handicap a carico? Come fanno a farli salire in auto? E perché io non trovo parcheggio perché ci parcheggiano loro?

  5. Tomaso scrive:

    Bravo Lucio, sono d’accordo con te. Come al solito si divaga. Si sta parlando di una persona che si dovrebbe vergognare per il solo fatto di esistere: strumentalizzare la grave malattia di un proprio congiunto per andarsene pacificamente in vacanza é inaccettabile e deplorevole. Magari quel malato aveva davvero bisogno di assistenza ed é invece rimasto solo. Non ne aveva necessità perché c’era qualche altro congiunto a disposizione? Peggio! A maggior ragione ha comunque tradito la fiducia del datore di lavoro, mancato di rispetto ai suoi colleghi che sono rimasti a lavorare al suo posto e truffato lo Stato, dal momento che percepiva una indennità. E purtroppo di questi furbetti ce ne sono tanti.. ben fatto! Ora avrai tutto il tempo che ti serve x andare in vacanza!

  6. Claudio scrive:

    E che dire allora dei permessi sindacali retribuiti. Giorni che il lavoratore sindacalista sta a casa pagato dalla noi….

  7. luana scrive:

    A chi parla tanto dico una cosa … chi ne usufruisce lo sa …. Spero che serva per lo stesso motivo ne più ma ne anche di meno così che si capisca

  8. ettore scrive:

    ….la l. 104 è diventata una truffa..ma possibile che nessuno indaghi sul comportamento di medici cialtroni che rilasciano certificati medici a sostegno anche di queste porcherie?

  9. Sono mamma di una bimba di 6 anni disabile.ho dovuto licenziarmi per accudirla perché impossibile pagare una persona specializzata con il mio stipendio. Mio marito usufruisce dei giorni 104 e nn sempre per delle visite. .ma anche solo per coccolarla un po visto che nn c’è mai perché deve lavorare per due..ma anche per permettermi di respirare un po..anche solo per andare dalla parrucchiera o andare all’incontro scuola famiglia dell’altra figlia. ..ditemi voi. .è reato? In questo paese si tende troppo a fare tutto di un’erba un fascio! Vergognatevi sputa sentenza!

  10. Angelo'e Angelo scrive:

    Io ho una figlia disabile al 100%, ed i giorni di permesso 104 li faccio al venerdi. Questo mi permette di “smaltire” ciò che non posso fare durante l’arco della settimana, sia per mia figlia e della famiglia stessa, visto che mia moglie non ha la patente. Inoltre, posso ritenermi fortunato perchè la mia azienda (penso unica in Italia) ci passa anche il 4 giorno di 104, nella misura di 6,66 come i festivi. I soldi vengono prelevati dalla Cassa Assistenza Aziendale. E’ un fondocassa che noi lavoratori ogni mese versiamo circa 3 euro dalla nostra busta paga. L’azienda in accordo con i sindacati interni, ci riconosce l’assenza come il 4 giorno di legge 104.

    • doretto PINTO scrive:

      la legge 104 è il risultato di dure lotte sindacali che consentono, ai lavoratori, che ne hanno bisogno, di usufruire di alcune giornate al mese per accudire i propri familiari bisognosi di assistenza. il fatto che alcuni o molti di questi non facciano l’assistenza così come noialtri lavoratori gli concediamo di fare( e si, perché le giornate di 104 le paghiamo tutti noi con i nostri contributi previdenziali mensili. il costo di queste giornate viene decurtato dai contributi pagati dai datori di lavoro. Inoltre, molte volte,m le aziende, non rimpiazzano il lavoratore assente oppure lo sostituiscono con altro più giovane che ha sicuramente un costo inferiore. Questo si trasforma per le Aziende più furbette in un illecito risparmio. capito!!! alla faccia dei lavoratori che pagano i loro contributi !!!! )

  11. ilenia scrive:

    io ho la 104 x mia figlia e per averla devo sudare 7 camice ogni volta ……perche’ mia figlua ha una malattua rara che liro non conoscono e quindi non sapendo delle volte pensano che il problema non esiste….peccato pero’ che mia figlia dal nov 2012 ad ora ha fatto 14 ricoveri in ospedale tra day hospital e ricoveri continuativi………

  12. paola scrive:

    Nessuno mette in dubbio che 3 giorni di 104 sono pochi x chi ha un famigliare in difficolta, dove lavoro io in reparto ne abbiamo ben 3 che ne usufruiscono, in maniera errata pero. Chi le accumulava x attaccarle alle ferie e andare via, chi le prendeva nei giorni di riposo e via cosi……ho battagliato una vita x far interpretare la legge nella giusta maniera ed e su queste persone che dovrebbero fare piu controlli. Perche grazie a loro noi spesso eravamo sotto di ore e x recuperare dovevamo coprire il loro recupero ore senza straordinario……e cosi non va bene

  13. antonio scrive:

    ma per favore……Qualcuno mi spieghi come mai ad usufruire della 104 sono sempre,e solo,i dipendenti.Ma è possibile che solo chi è dipendente deve prendersi cura dei propri cari?Mi piacerebbe vedere se questi 3 giorni non fossero retribuiti,quanti si assenterebbero dal lavoro per “accudire i propri cari” Un saluto a tutti

    • Sergio scrive:

      Semplicemente perché la 104 è pensata per i lavoratori dipendenti…
      Sono esclusi dal diritto ai permessi i seguenti lavoratori:
      a domicilio;
      addetti ai servizi domestici e familiari;
      agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari;
      autonomi;
      parasubordinati.

    • Sergio scrive:

      Questa sentenza mi sembra sacrosanta.
      Occorre distinguere tra chi ha un oggettivo bisogno e chi se ne approfitta.
      Io usufruisco della 104 in quanto disabile. Altri colleghi la utilizzano per dei parenti… e non stiamo parlando di figli disabili o persone a carico. Una mia collega usufruisce di questi permessi (per la mamma insegnante “depressa”…) per lavorare in negozio col marito…
      In tutto ciò, giusto oggi, mi sono sentito dare del “sola” perché l’altro giorno ero a fare una visita (utilizzando la 104) e non ho partecipato ad una riunione …

  14. Umberto scrive:

    Sarei contento di non avere la 104 e godermi mia madre …invece me la sto godendo questi ultimi anni con una demenza senile e tutto cio’ che ne consegue…Vergogna giudice di merda
    ….tu con lo stipendio ti puoi permettere le badanti io no…e tre giorni credimi li farri volentieri da un altra parte. …

  15. Simona Fersini scrive:

    Figlia disabile al 100%, scuole chiuse: ho chiesto, e sottolineo chiesto, x il 2 gennaio un permesso l.104. Mi è stato risposto “questi permessi strategici”. E nn lavoro in una piccola azienda. Come vorrei nn avere la 104 ed una figlia sana… Queste cose mi umiliano e offendono sia come mamma che come lavoratrice. I giudici pensassero a punire i dirigenti aziendali infedeli. Quelli si che sn uno spreco x le aziende

  16. Giuseppe scrive:

    E che cosa dire di coloro che acquistano e intestano le autovetture con detta legge a persone certamente bisognose e poi le utilizzano per tutt’altro scopo ovvero per andre in vacanze, per fare shopping , per andare a tentare la fortuna magari giocando alla lotteria/sisal ecc.ecc.ecc..
    Anche questo è malcostume alla’italiana maniera. Alla faccia di coloro che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo……….

  17. ALE scrive:

    Chi a casa non ha problemi è sempre pronto a criticare gli altri ,poi nel momento in cui gli capita una sfortuna da richiedere la 104 magicamente diventa un diritto ( per loro!!!!!) e non più una furbata…..

  18. toni scrive:

    Ma perchè non si addebitano i danni causati si dal dipendente pubblico ma per causa di medici compiacenti che certificano a volte cose non proprio vere, allora che paghino loro così impareranno a fare meglio il proprio lavoro anche perchè queste commissioni mediche vengono pagate da noi ed l danno si aggiunge la beffa.

  19. Igor scrive:

    E’ evidente che ci sono degli abusi da parte di qualcuno nell’utilizzo dei permessi relativi alla L. 104 . Ma a tutti quelli che parlano senza sapere cosa vuol dire avere una persona anziana a casa, che non può uscire a fare la spesa, che deve essere accompagnata dal medico, che ha bisogno delle medicine e che soprattutto ha bisogno di compagnia dico: provare per credere.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Navigando in questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookies.
Per ulteriori informazioni clicca QUI
Ok