ARS. GIANFRANCO MICCICHE' ELETTO PRESIDENTE. E' LA SUA SECONDA VOLTA

ARS. GIANFRANCO MICCICHE’ ELETTO PRESIDENTE. E’ LA SUA SECONDA VOLTA

by • 16 dicembre 2017 • Attualità, Cronaca, Evidenza, Nazionale, Politica, SiciliaComments (0)7

GIANFRANCO MICCICHE’ ELETTO CON UNA MAGGIORANZA COMPATTA AL TERZO TENTATIVO CON 35 VOTI SU 70, 4 IN PIU’ PROVENGONO DA PD E SICILIA FUTURA. “PD-FI PARTITO UNICO..L’INCIUCIO NAZIONALE E’ CHIARO” E’ L’IMMEDIATA DICHIARAZIONE DEI 5 STELLE

Gianfranco Miccichè è di nuovo presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Oltre ai 35 voti della maggioranza che si è espressa compatta, Gianfranco Miccichè, eletto presidente dell’Assemblea siciliana, ha ricevuto 4 voti in più provenienti da Pd e Sicilia futura.

Di Battista, Micciche’? Pd-FI partito unico - “Quante prove servono ancora agli italiani con i paraocchi? Quante? Cosa deve succedere per smettere di votarli una volta per tutte? Miccichè, no dico, Miccichè è stato eletto Presidente dell’Ars, grazie al voto di 4 deputati del Pd. Sono la stessa cosa lo capite o no? Il Movimento si merita un’occasione. Ci infangheranno questi “inciucisti” professionisti”. Lo scrive Alessandro Di battista del M5S. “La verità è una sola: Pd e Fi, cioè il Partito Unico, se la stanno facendo sotto“, attacca.

ATTIVITA’ POLITICA

Miccichè si avvicina alla politica negli anni ’70, aderendo da studente al movimento di sinistra extraparlamentare Lotta Continua.

La sua esperienza politica ricomincia nel 1993, quando è chiamato da Silvio Berlusconi con altri uomini di Publitalia ’80 ad impegnarsi in Forza Italia, di cui assume l’incarico di coordinatore regionale in Sicilia.

Da Sottosegretario a Ministro. Viene eletto deputato alla Camera nel 1994 nel Polo delle Libertà. Nel primo governo Berlusconi è sottosegretario di Stato al Ministero dei trasporti e della navigazione. Riconfermato nel 1996 alla Camera.

Alle elezioni amministrative del 1997 si candida Sindaco di Palermo per il Polo per le Libertà, ma viene sconfitto dal candidato del centro-sinistra Leoluca Orlando.

Rieletto alla Camera nel 2001, con la formazione del Governo Berlusconi II, viene nominato vice-ministro al ministero dell’economia e delle finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno e ai rapporti con l’Unione europea e con le Regioni. Sempre dal 2001 diviene docente a contratto di “Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli” all’interno del Dottorato di ricerca in Trasporti dell’Università di Reggio Calabria

Dopo la crisi di governo del 2005, con il nuovo Governo Berlusconi III, Miccichè è nominato Ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale (senza portafoglio) e lascia il coordinamento regionale di Forza Italia ad Angelino Alfano.

Presidente dell’Assemblea regionale siciliana: alle elezioni politiche del 2006 conferma il suo seggio a Palazzo Montecitorio e nella XV legislatura fa parte della VI commissione finanze. Due mesi dopo viene eletto deputato regionale in Sicilia cedendo il seggio appena conquistato al Parlamento a Ida D’Ippolito Vitale.

Nel luglio del 2006 è eletto Presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Da Presidente della Fondazione Federico II Miccichè nomina direttore generale l’ex deputato Alberto Acierno che sarà arrestato dalla Guardia di Finanza nel 2009 per peculato e appropriazione indebita di fondi della stessa Fondazione, e poi condannato.

Nei primi mesi del 2008, Miccichè ha invitato alle dimissioni il governatore siciliano e suo ex alleato storico Salvatore Cuffaro, ufficialmente non più appoggiato a causa della condanna di primo grado a cinque anni per favoreggiamento semplice. A febbraio del 2008, dopo averlo a lungo smentito, annuncia di volere candidarsi alla Presidenza della Regione Siciliana con una lista propria dal nome “rivoluzione siciliana“, anche in contrasto con Silvio Berlusconi, non potendo appoggiare il candidato in pectore del MpA e dell’UDC Raffaele Lombardo a causa del suo stretto legame con Salvatore Cuffaro. Miccichè, dopo le critiche dei suoi alleati di Alleanza Nazionale e del suo stesso Partito che lo invitano a desistere e un incontro con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, rinuncia alla corsa solitaria in cambio di una posizione importante nel futuro governo Berlusconi. Il 24 febbraio annuncia quindi il proprio sostegno a Raffaele Lombardo.

Dal PdL al PdL Sicilia. Lasciata l’ARS, nelle elezioni politiche del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati nella lista de il Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 il Consiglio dei ministri nomina Miccichè Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al CIPE.

Nonostante sia stato tra i parlamentari che hanno sostenuto la riforma federale voluta dalla Lega Nord, durante la primavera del 2008 Miccichè annuncia più volte la volontà di partecipare alla costruzione di un nuovo Partito del Sud, in grado di bilanciare il crescente e forte squilibrio che nel governo Berlusconi IV si va affermando a favore del nord del Paese. Il progetto, che lo vede inizialmente co-protagonista assieme al Presidente della Regione Siciliana e leader dell’MpA Raffaele Lombardo, naufraga dopo le pressioni di Silvio Berlusconi.

Il 3 novembre 2009 è uno dei promotori, insieme ai “finiani”, della scissione ne Il Popolo della Libertà in Sicilia, facendo nascere all’Assemblea regionale siciliana il gruppo del PdL Sicilia.

Nel marzo 2010 Miccichè dichiara di essere disposto a lasciare il Pdl per creare il Partito del Sud.

Nell’estate del 2010 il rapporto tra Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo si deteriora. Quello che era il Pdl Sicilia si spacca in Futuro e Libertà per l’Italia (nuova formazione politica guidata a livello nazionale da Gianfranco Fini) e nel gruppo di ex Forza Italia guidati da Miccichè che annunciano la nascita di un nuovo partito. Nel rimpasto che dà vita al quarto Governo della Presidenza Lombardo, il gruppo di Miccichè viene tagliato fuori e si colloca all’opposizione.

Leader di FdS. Il 12 ottobre 2010 Miccichè fonda il nuovo partito denominato Forza del Sud, con un gruppo parlamentare all’ARS di 5 deputati regionali, che viene presentato ufficialmente il 30 ottobre successivo.

Il 18 gennaio 2012 alla Camera nasce la componente “Grande Sud-Ppa” che raccoglie tutti i deputati vicini a Forza del Sud fino ad allora iscritti al Gruppo Misto, non iscritto a nessuna componente. Vi aderiscono 9 deputati: Miccichè, Giuseppe Fallica, Maurizio Iapicca, Ugo Grimaldi, Giacomo Terranova, Marco Pugliese, Francesco Stagno d’Alcontres, Gerardo Soglia. Aderisce alla componente anche Aurelio Misiti (ex IdV) già Sottosegretario di Stato e Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Berlusconi IV, che diventa capogruppo della nuova componente e vicepresidente del Gruppo Misto.

La candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Il 28 agosto 2012 Gianfranco Micciché annuncia la propria candidatura a Presidente della Regione Siciliana per le elezioni di ottobre, dopo aver dato inizialmente l’appoggio al candidato del centrodestra Nello Musumeci che era stato preferito dal PdL allo stesso Micciché. È sostenuto oltre che dal suo partito Grande Sud, dal Partito dei Siciliani (emanazione del Movimento per le Autonomie (MpA) del presidente dimissionario della Regione Raffaele Lombardo) da Futuro e Libertà per l’Italia (FLI) e dal Movimento Popolare Siciliano (MPS) nato da ex esponenti del Mpa, dell’Udc e di Api..

Durante la campagna elettorale prende nettamente le distanze dalle precedenti esperienze al fianco di Berlusconi, dichiarando di essersi pentito di averlo appoggiato in passato e di “essere scappato” una volta capito l’errore.

Il 28 ottobre 2012 ottiene il 15,4% dei consensi piazzandosi al quarto posto nella competizione elettorale venendo sorpassato dal candidato del centrosinistra eletto Presidente Rosario Crocetta (30,5%), dal candidato del centrodestra Nello Musumeci (25,7%) e dal candidato del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri attestatosi al 18,2%.

Il ritorno da Berlusconi e la non rielezione. In occasione delle elezioni politiche del 2013 Miccichè ricolloca Grande Sud nella coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi e che ha come principale alleato la Lega Nord di Roberto Maroni. Il ritorno nella coalizione di Silvio Berlusconi crea, però, il malumore e la fuoriuscita di molti esponenti siciliani del partito, che subisce una significativa riduzione anche in seno all’Assemblea Regionale Siciliana.

Il 6 febbraio 2013 durante un incontro politico a Messina viene colto da malore; trasportato d’urgenza all’ospedale Papardo di Messina, viene sottoposto ad intervento di angioplastica.

Il risultato delle elezioni politiche del 2013 è pessimo sia per Grande Sud che per Miccichè, che candidato come capolista al Senato in Sicilia non viene eletto.

Sottosegretario di Stato nel Governo Letta. Il 3 maggio 2013 viene nominato Sottosegretario di stato alla Pubblica Amministrazione e semplificazione del Governo Letta, per poi dimettersi ad agosto in seguito alla conferma in Cassazione della condanna nei confronti di Silvio Berlusconi.

Ritorno nella rinata Forza Italia. Con la rinascita di Forza Italia decide di far confluire il suo partito Grande Sud all’interno dello stesso.

Il 16 aprile 2014 viene ufficialmente candidato, alle elezioni europee del 2014 come capolista di Forza Italia nella Circoscrizione Italia insulare, ma si classifica terzo con 50.689 preferenze e non viene eletto. Il 20 novembre 2015 viene nominato commissario di Forza Italia in Sicilia.

Regionali siciliane del 2017. Alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre 2017 è candidato all’ARS, come capolista di Forza Italia in provincia di Palermo e contemporaneamente anche nel listino bloccato del candidato presidente Nello Musumeci.

Viene contemporaneamente eletto sia a Palermo (con 7.588 preferenze) che nel listino maggioritario, optando per quest’ultimo.

Presidente dell’Assemblea regionale siciliana

Il 16 dicembre 2017 viene eletto Presidente dell’Assemblea regionale siciliana con 39 voti su 70, andando a ricoprire per la seconda volta tale incarico.

 

 

 

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