CASTELVETRANESI DOC: GENNARO PARDO, IL PITTORE DI SELINUNTE

CASTELVETRANESI DOC: GENNARO PARDO, IL PITTORE DI SELINUNTE

by • 8 luglio 2017 • Arte, Attualità, Cronaca, Economia, Nazionale, Politica, Sicilia, Turismo, VIPComments (0)7

PRODUZIONE ARTISTICA E VALORI DI GENNARO PARDO. CONTINUA IL PERCORSO DI VALORIZZAZIONE  DI DAVID CAMPOREALE VOLTO A FAR CONOSCERE LE OPERE DEL PITTORE CASTELVETRANESE

Un ampio progetto di promozione dell’opera di Gennaro Pardo, nel non facile tentativo far riscoprire, a livello nazionale, la produzione artistica e i valori di cui essa è portatrice del noto pittore castelvetranese Gennaro Pardo“. E’ questo l’intento del conterraneo studioso dr. David Camporeale che già da diversi anni è impegnato, e con grande merito, a perseguire e realizzare questo sogno.

Madonna dei peccatori, di G. Pardo, Chiesa di San Bartolomeo, Castelvetrano

Camporeale ha già pubblicato degli importanti saggi sui due maggiori lavori eseguiti dall’insigne pittore: il ciclo di affreschi nella chiesa di S. Giovanni Battista e il grande telone del Teatro Selinus presso Castelvetrano; il primo è uscito su “Arte Cristiana”, rivista internazionale di storia delle arti e di arti liturgiche, (gennaio-febbraio 2017), il secondo sulla rivista “Sipario” (febbraio 2017).

Adesso, lo studioso, si cimenta in una brevissima nota qui accennata,  sulla valorizzazione di due dipinti eseguiti dal Pardo, il Vaso di Pandora e la Madonna dei peccatori, pregevoli dipinti, non molto conosciuti, ma certamente non meno significativi: il Vaso di Pandora, che si trova nella Sala Consiliare del Comune, e la Madonna dei peccatori, custodito nella chiesetta di S.  Bartolomeo (“Dialoghi Mediterranei”, luglio 2017), entrambi nella possibilità di essere ammirati nella città natale del pittore, Castelvetrano.

L’iniziativa culturale portata avanti dal Camporeale, volta alla riscoperta dell’arte e del pensiero dell’illustre pittore, ha origine dalla constatazione che, a novant’anni dalla sua scomparsa, Gennaro Pardo non ha ancora ricevuto il meritato riconoscimento per gli autentici valori della sua vicenda umana e della sua espressione artistica.

Tuttavia, proprio grazie a tale attività di promozione storico-artistica, si sono da subito potuti conseguire importanti risultati, che hanno consentito di far conoscere, su ampia scala, i significati e i valori di cui la produzione pardiana è portatrice, stimolando altresì un più esteso interesse verso la tradizione più nobile del territorio.

Siamo, pertanto, grati del proficuo impegno rivolto dallo studioso al recupero di una delle figure più eminenti della Palmosa Civitas, grazie al quale la conoscenza dell’illustre artista si è arricchita di importanti ed inedite acquisizioni, contribuendo significativamente ad assegnargli il posto che merita nel panorama artistico nazionale.

MA CHI ERA GENNARO PARDO?

Gennaro Pardo (Castelvetrano, 12 aprile 1865 – 4 settembre 1927) è stato un pittore italiano.

Le sue prime esperienze artistiche ebbero inizio negli anni del liceo sotto la guida di Augusto Palumbo a Trapani.

Finito il liceo fu nel 1884 a Palermo per frequentare i corsi della facoltà di Giurisprudenza. Fu proprio qui che cominciò l’amicizia con Francesco Lo Jacono, rinomato pittore del momento che lo incoraggiò all’arte. Così le sue prime opere risentono del maestro ed amico.
Nel 1890 consegue la laurea in Giurisprudenza e nel 1892 prestò servizio militare a Napoli.
Cominciò così per Pardo quel periodo che anche stilisticamente possiamo chiamare napoletano e che si protrasse fin dopo che ebbe terminato gli studi accademici. Nel 1898 lascia l’Istituto di Belle Arti per ritornare nella città natale dove restaura gli affreschi della Chiesa di San Giovanni Battista che erano stati da poco danneggiati da un incendio; e tra il 1900 e il 1904 realizza un nuovo ciclo di affreschi sulla volta della navata centrale, con Storie di San Giovanni Battista e figure allegoriche.

Delle sue opere si ricordano: Campagne di CastelvetranoMarina di SelinunteGiardinoRovine di SelinunteMarinellaSpiaggia con rocceScirocco; Arco; Bosco; Il vaso di Pandora[1], e vari studi ove sempre si delinea l’amore dell’artista per la natura.

Nel 1904 alla Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli espose un Empedocle tra i selinuntini; a Palermo espose Le braccia che non combattono, e a Milano, nel 1906, alla Mostra tenutasi per l’inaugurazione del nuovo Valico del Sempione, Dall’Acropoli. Più tardi rinuncerà definitivamente alle composizioni storiche e mitologiche per dedicarsi al paesaggio campestre e marino. Il colore diviene più fluido e brillante, la pennellata più sciolta.

Dopo la prima guerra mondiale Pardo attraversa un periodo di sconforto e di crisi in cui comunque riesce ancora a dare delle belle opere pittoriche. Nel 1927 partecipò alla Promotrice di Torino. Sue opere si trovano presso la Civica Galleria Empedocle Restivo e nella sala Consiliare di Castelvetrano.

L’ultimo fedele continuatore di Francesco Lojacono, il Pardo, divenuto popolare come “il pittore di Selinunte”, testimonia la rinnovata fortuna di quello splendido sito archeologico. Particolare attenzione merita la tela del sipario raffigurante Empedocle tra i Selinuntini, presso il Teatro Selinus a Castelvetrano[2]. Gli è stata dedicata una Scuola con il nome di Istituto Comprensivo Gennaro Pardo, nella sua Castelvetrano, città che ancora oggi non ha dato il giusto tributo al pittore, se non con rare iniziative e per volontà di acuti studiosi, come il dr. David Camporeale

NOTE

  1. ^ David Camporeale, Di due “opere pubbliche” di Gennaro Pardo conservate a Castelvetrano, istitutoeuroarabo.it.
  2. ^ David Camporeale, Il sipario del Teatro “Selinus” dipinto da Gennaro Pardo di David Camporeale. URL consultato il 21 febbraio 2017.

Il Dr. David Camporeale


Note tratte da: wikipedia.org
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