DONNE. PERCHE’ A VOLTE E’ DIFFICILE DIMAGRIRE?

DONNE. PERCHE’ A VOLTE E’ DIFFICILE DIMAGRIRE?

by • 17 luglio 2017 • Attualità, Evidenza, Nazionale, Salute e alimentazione, Stili di vitaComments (0)6

del Dr. Fabio Bavetta

“Non riesco a dimagrire. Faccio attività fisica, mangio bene (forse), eppure non riesco a dimagrire!”.

Diverse donne hanno avuto modo di fare almeno una volta questa riflessione. In parte hanno ragione. Vediamo perché.

Le donne, oltre ad avere una percentuale di grasso corporeo medio superiore (12%) rispetto all’uomo, possono incontrare qualche difficoltà in più nel processo di dimagrimento, soprattutto se l’obesità è di tipo Ginoide, molto presente nel sesso femminile.

L’obesità può presentarsi in due forme:

- ANDROIDE (a “mela”, tipica degli uomini)

- GINOIDE (a “pera”, tipica delle donne) 

I due stati hanno caratteristiche diverse, sia in termini di localizzazione del tessuto adiposo, sia in termini di sensibilità agli ormoni lipolitici degli adipociti, cellule dei tessuti connettivi che sintetizzano, accumulano e cedono il grasso.

Ma concentriamoci sulle caratteristiche dell’obesità di tipo Ginoide.

1. È un’obesità di tipo iperplastico (maggior numero di adipociti).

2. Il grasso è principalmente di tipo periferico-sottocutaneo, non viscerale, con adipociti con scarsa sensibilità agli ormoni lipolitici (è un tipo di grasso definito “stabile”).
3. Il grasso (trigliceridi) contenuto negli adipociti non è facilmente mobilizzabile con sport e alimentazione.

4. La lipasi, enzima che promuove il rilascio di grasso, a livello dei recettori α-adrenergici della zona gluteo-femorale ha un’azione molto inferiore (- 87%) rispetto a quella sui recettori β-adrenergici presenti sugli adipociti tronco-addominali (Tan G.D. et al., Obesity Research-2004), ossia viene preferita l’ossidazione dei grassi nella zona del tronco.

5. Questa localizzazione di grasso non dà le complicanze metaboliche che, invece, può dare la localizzazione tipica dell’obesità di tipo Androide (grasso viscerale).

 

– Localizzazione del grasso nei due tipi di obesità -

Il motivo di questa “resistenza” lipolitica gluteo-femorale è di carattere evolutivo. Il grasso distribuito tra cosce e glutei ha garantito in passato, nei lunghi periodi di carenza alimentare, una riserva energetica necessaria per portare a termine la gravidanza. La selezione naturale ha privilegiato, quindi, la sopravvivenza di chi era portatrice di questo meccanismo di riserva.

In una società in cui emerge la tendenza alla sedentarietà e a cattive abitudini alimentari, questo meccanismo ha mostrato, però, il suo aspetto negativo.

 

MA PERCHE’ ACCADE TUTTO QUESTO?

La Lipotreina Lipasi (LPL) è un enzima che ha la funzione di “staccare” i trigliceridi presenti nelle lipoproteine VLDL e trasformarli in acidi grassi e glicerolo. Gli acidi grassi potranno, in seguito, essere utilizzati a scopo energetico oppure essere trasformati di nuovo in trigliceridi (grassi) e accumulati nel tessuto adiposo. Dipende dal nostro stile di vita.

In generale, nelle donne è stata osservata una maggiore attività della LPL nel tessuto adiposo sottocutaneo rispetto a quello viscerale. Quindi le donne tendono ad accumulare più grasso in quella zona rispetto agli uomini.

Mentre negli uomini, l’attività della LPL è risultata essere maggiore nel tessuto adiposo viscerale rispetto a quello sottocutaneo.

Le donne caratterizzate da obesità Ginoide (a “pera”) sono a basso rischio di complicazioni metaboliche.

Al contrario, gli uomini con obesità sterno-addominale (Androide o “a mela”) accumulano grasso sottocutaneo addominale e  viscerale e sono più inclini a patologie metaboliche e cardiovascolari, in particolare quando i depositi di grasso viscerale sono rilevanti (102 cm di circonferenza addominale, ma già a 94 cm si entra nella zona arischio).

Se da un punto di vista salutistico un eccesso di grasso viscerale è estremamente pericoloso per l’uomo, quando si parla di dimagrimento la situazione si ribalta. Infatti, mentre gli adipociti viscerali sono più grandi, ma più sensibili alla lipolisi, ossia all’ossidazione dei grassi e più esposti all’azione degli ormoni lipolitici come l’adrenalina e la noradrenalina, gli adipociti della zona gluteo-femorale femminile sono molto resistentiagli ormoni lipolitici. Gli adipociti di questa zona sono piccoli, ma stabili.

 

TIRIAMO LE SOMME

Le donne con obesità Ginoide devono gettare la spugna?

Assolutamente no.

Devono soltanto essere più determinate e costanti nell’instaurare un corretto stile di vita basato su attività fisica adeguata e corrette abitudini alimentari.

 

 

Riferimenti bibliografici disponibili su richiesta.

Per contattare il Dr. Fabio Bavetta clicca qui

Dr. Fabio Bavetta – Educatore Alimentare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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