IL 4 GIUGNO MI SUICIDO. IL GIOCO DELL'ORRORE ANCHE A PALERMO

IL 4 GIUGNO MI SUICIDO. IL GIOCO DELL’ORRORE ANCHE A PALERMO

by • 1 giugno 2017 • Attualità, Cronaca, Evidenza, SiciliaComments (0)6

PALERMO. SCATTANO LE INDAGINI DOPO IL RITROVAMENTO DI DUE SCRITTE RICONDUCIBILIE AL FENOMENO DEL BLUE WHALE

Il gioco “Blue Whale” arriva anche a Palermo. I carabinieri stanno indagando dopo avere notato, all’esterno di un centro commerciale di via Assoro, a Borgo Nuovo, due scritte riconducibili al fenomeno del gioco dell’orrore che porta la vittima minorenne, attraverso 50 tappe, fino all’atto estremo del togliersi la vita. “Nelle frasi una certa Aurora dice di aver fatto il gioco del Blue Whale – dicono i carabinieri – e annuncia il prossimo passo: il 4 giugno, ovvero domenica prossima, si toglierà la vita lanciandosi da un ponte di viale Regione siciliana”. A scoprire le scritte è stata una nostra pattuglia, che transitando nei pressi del centro commerciale ha notato i messaggi inquietanti. Da stabilire quando e chi abbia scritto queste frasi. Indagini in corso.
Il fenomeno Blu whale – Il Blue Whale è considerato il “gioco della morte”: nel mondo ha già mietuto oltre 150 vittime, dal momento che la fase finale prevede il suicidio. La conoscenza del Blue Whale, che si è radicato in Russia, si sta diffondendo attraverso i social network tra gli adolescenti anche in Italia (nei giorni scorsi la vicenda ha trovato grande risalto a Le Iene). L’allerta delle forze dell’ordine è massima e nessuna segnalazione viene sottovalutata.
Il “Blue Whale”, letteralmente la “Balena blu” – il simbolo di questa sorta di rituale che sta a cavallo tra i più primitivi riti di iniziazione e le più moderne tecnologie che entrano tutti i giorni nelle nostre case – è una procedura in 50 punti che l’ “adepto” deve svolgere sotto il controllo di un “tutore”, nascosto da qualche parte schermato nelle parti più remote del web. La procedura sembra studiata per innalzare la soglia del dolore e come rituale di avvicinamento alla morte e all’odio di sé stessi, attraverso autolesionismo crescente, privazione del sonno, visione di scene raccapriccianti e immagini psichedeliche.
Un “gioco”, se così si può chiamare, divertente solo per la mente perversa che lo ha ideato e non sicuramente per le giovani vittime, che in verità finiscono loro malgrado solo in una trappola ben architettata e anzi non devono avere remore a denunciare il tentativo di violare l’adolescenza loro e dei loro coetanei. Il fenomeno è attentamente e discretamente monitorato dalle forze dell’ordine.
Anche se in realtà c’è chi pensa che si tratti di una “bufala”. Sebbene oltre 100 suicidi siano stati attribuiti al gioco, non esisterebbe infatti nessuna prova diretta che lo conferma. A febbraio infatti Snopes pubblica un articolo, sostenendo che l’affermazione che il Blue Whale fosse responsabile di più di 130 suicidi in Russia non era dimostrabile. Sempre il 6 marzo, su IHeartIntelligence.com, a proposito dell’ennesimo post sull’argomento, si leggono molti commentatori che sospettano che la Balena Blu possa essere una truffa virale.
Una linea verde sempre attiva alla quale rivolgersi per le richieste di aiuto. È “Helpline – Telefono giallo”, progetto per la prevenzione del suicidio realizzato dall’Asp di Palermo in collaborazione con l’”A.F.I.Pre.S. (Associazione Famiglie Italiane Prevenzione Suicidio) Marco Saura”. Al numero gratuito 800 011 110 rispondono operatori qualificati e opportunamente formati. Dell’equipe fanno parte psicologi, sociologi, psicoterapeuti e tecnici della riabilitazione psichiatrica.

Tratto da palermotoday.it

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