IL SINDACO SUTERA PERDE I PEZZI DA 90. 3 ASSESSORI SU 4 SI DIMETTONO

IL SINDACO SUTERA PERDE I PEZZI DA 90. 3 ASSESSORI SU 4 SI DIMETTONO

by • 4 marzo 2017 • Attualità, Cronaca, Distretto Belice, Evidenza, PoliticaComments (1)7

GIBELLINA (TP). TRE ASSESSORI LASCIANO. CAMIZZI, ZUMMO E DE SIMONE NON HANNO DUBBI “LA CITTA’ E’ COMMISSARIATA DALLA BUROCRAZIA. C’E’ BISOGNO DI POLITICA”

Alla fine, dopo un dibattito durato alcune settimane, tre dei quattro Assessori della Giunta di Salvatore Sutera hanno rimesso le deleghe: si tratta di Nicolò Camizzi, Assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio, Gioacchino De Simone, con deleghe all’Ambiente e all’Urbanistica, e Peppe Zummo, Assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo. Le avvisaglie erano già giunte parecchi mesi fa, con Zummo e De Simone che si erano autosospesi e con dibattiti che si facevano via via più aspri.

La formalizzazione delle dimissioni, però, giunge a margine del dibattito sull’approvazione del Bilancio Pluriennale 2016-2018: «Il documento che ci è stato sottoposto è frutto di un commissariamento di fatto. Un bilancio che taglia nel profondo alcune risorse, quelle della Cultura, dello Sport, degli investimenti progettuali, delle premialità della raccolta differenziata, delle manutenzioni ordinarie, a fronte di ingenti accantonamenti per fronteggiare la mancata riscossione delle tasse e di garanzia dei soli servizi sociali». Questo è quanto si legge nella dichiarazione di voto che i tre assessori hanno allegato alla Delibera di Approvazione del Bilancio 2016-2018.

«La Politica è il luogo delle decisioni, delle scelte coraggiose, della individuazione dei problemi e della ricerca di soluzioni, della prospettiva, insomma», incalza Nicola Camizzi che ha visto tagliare di netto tutti gli investimenti sulla progettualità. «La città oggi ha un governo tecnico. Di fatto è commissariata dall’apparato burocratico. Con grande senso di responsabilità, martedì notte, ci siamo assunti l’onere di votare favorevolmente il bilancio per non consegnare la città nelle mani di un ulteriore commissario ma, consapevolmente e con profondo rammarico, abbiamo preso atto del fallimento di un progetto senza prospettive». Proprio l’ambito dei lavori pubblici, quello guidato da Camizzi, aveva lasciato intravedere una strada possibile: la spinta sulla “Conversione dell’impianto di pubblica illuminazione verso l’efficientamento energetico e luce led” (un progetto di decenni fa che nessuno era mai riuscito a realizzare), la realizzazione del “wi-fi in piazza” e l’avvio dell’ammodernamento della rete internet con l’arrivo della “Fibra ottica” (grazie all’inserimento di Gibellina nella rete INFRATEL di TIM), l’inizio dei lavori di “Ripristino della Sala Agorà” con lo sblocco di un Decreto di finanziamento fermo da 10 anni in Regione, il “Progetto di sbaraccamento di Madonna delle Grazie” già inserito e finanziato dall’APQ Protezione Civile Amianto, l’avvio di un dibattito con la Provincia Regionale di Trapani per la “Riapertura della Piscina Provinciale” e la progettazione di “Rifacimento integrale della Rete Idrica” già inserita in Patto per il Sud.

Le dimissioni sono state una scelta molto sofferta e combattuta, come si evince anche dalle parole del giovanissimo artista e Assessore alla Cultura Peppe Zummo, «oggi non è una giornata da ricordare! Viene sancita la fine di un percorso animato da grande entusiasmo. Ho creduto molto in questo progetto, fino all’ultimo non mi sono risparmiato per far sì che si concretizzasse. Pensare di dover percepire di indennità mensile più di quanto possa spendere il mio assessorato per la collettività,  è una contraddizione, è irrispettoso nei confronti dei miei concittadini, del mio pensiero e del mio percorso politico».

Il Metodo Gibellina, così lo aveva battezzato più volte Zummo, ha creato occasioni di un rilancio culturale senza precedenti negli ultimi vent’anni. Gibellina è tornata un laboratorio continuo delle arti, luogo della sperimentazione e del confronto, un’utopia in movimento. In effetti Zummo aveva condotto importanti iniziative, tutte dal respiro internazionale,  da “Audioghost68” di Robert Del Naja dei Massive Attack e Giancarlo Neri che ha portato sul Grande Cretto di Alberto Burri migliaia di persone e riconsegnato il Cretto, oggi completato, al dibattito mondiale, il “Prisenti” di Gandolfo Gabriele David che ha ridato linfa alle tradizioni cittadine, “The dance of the living stones” di Angelo De Grande che ha rilanciato la ricerca sul Teatro Danza e “Varco” di Sten & Lex, che ha riattivato il dibattito sulle residenze artistiche e arricchito di una nuova perla il già ricchissimo patrimonio urbano. «In vista di eventi importanti come il 50° anniversario del Terremoto del Belìce, c’era bisogno di un impegno forte e deciso nell’ambito della Cultura, per dare ulteriore rilancio al nostro territorio dopo la nascita del GAL-Valle del Belice», conclude con amarezza Peppe Zummo, «la mancanza di una programmazione seria di bilancio e l’assenza totale di fondi destinati alla progettualità, mi impediscono di portare avanti un percorso politico che puntava dritto alla valorizzazione del patrimonio culturale, allo sviluppo del turismo e al sostegno di iniziative nel settore sportivo».

Eppure la rotta tracciata dall’Amministrazione Sutera, soprattutto negli ambiti curati dai tre assessori sembrava chiara. Il progetto #GibellinaSostenibile, ad esempio, e la rotta tracciata da Gioacchino De Simone, Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica, aveva attribuito un ruolo importante a Gibellina nel contesto regionale e nazionale. «In città si è affermato un importante principio: bisogna puntare allo sviluppo sostenibile e all’economia circolare per fare fronte ai continui tagli. Attraverso scelte coraggiose e impopolari, la città ha sistemato definitivamente il ciclo dei rifiuti e portato la differenziata al 65%, disseminato la città di compostiere, messo al bando i pesticidi chimici e dato impulso alla partecipazione attiva dei cittadini con l’affidamento e la cura delle aree a verde. Gibellina ha detto addio agli sprechi idrici riparando perdite oramai conclamate da anni, ha dato avvio ai progetti di multifunzionalità con la costituzione di un albo produttori a km zero e il coinvolgimento degli agricoltori locali nella manutenzione del verde, ha finalmente abbattuto e rimosso oltre 1000 Palme infettate dal Punteruolo Rosso da sostituire con nuovi alberi, ha avviato dibattiti sull’agricoltura sostenibile e interventi “partecipati” sulla viabilità rurale, ha realizzato sagre e manifestazioni di promozione delle eccellenze locali». 

Non nasconde la grande soddisfazione personale l’assessore Gioacchino De Simone e, con lui, l’Associazione Officina 146 che in questo biennio ha avviato e concluso importanti iniziative. Ma non cela neppure la grande disillusione per un progetto che, oggi, subisce uno stop. «Abbiamo accompagnato al fallimento la Belice Ambiente e rivisto l’ARO Gibellina puntando a diventare un comune Riciclone e abbattendo i costi, sebbene le strategie burocratiche adottate proprio sull’approvazione dell’ARO Gibellina lasciano intravedere una perdita di determinazione della amministrazione Sutera».

«Speriamo che il nostro gesto, e il profondo rammarico che lo ispira, contribuisca a infondere nuovo coraggio e rinnovata efficacia all’azione amministrativa del nostro Sindaco Salvatore Sutera». Così concludono la loro dichiarazione di voto Camizzi, De Simone, e Zummo, che continuano a credere nel progetto “Gibellina Riparte”, lasciando aperte le porte per l’avvio di un nuovo dibattito che ponga lo sviluppo urbano e gli investimenti al centro di una rinnovata azione Politica. «C’è bisogno di Politica, di assunzione di responsabilità e di coraggio per rilanciare un progetto che oggi si arrende alla freddezza e alla sterilità di scelte burocratiche».


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One Response to IL SINDACO SUTERA PERDE I PEZZI DA 90. 3 ASSESSORI SU 4 SI DIMETTONO

  1. Nino scrive:

    Coloro che si candidano e vengono eletti alla guida di ciò a cui aspiravano, devono avere la diligenza del buon padre di famiglia, prendere scelte e portare avanti idee a volte impopolari, ma coraggiose, al fine di migliorare col passare del tempo le condizioni della cittadinanza. Per cui agli onori si devono corrispondere gli oneri, è il prezzo della politica.

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