INTITOLATO VIADOTTO AL MERESCIALLO GUAZZELLI, VITTIMA DELLA MAFIA

INTITOLATO VIADOTTO AL MERESCIALLO GUAZZELLI, VITTIMA DELLA MAFIA

by • 5 aprile 2017 • Attualità, Cronaca, Nazionale, Sicilia, VIPComments (0)7

AGRIGENTO. IN OCCASIONE DEL 25ESIMO ANNIVERSARIO IN CUI È RIMASTO VITTIMA DI UN AGGUATO MAFIOSO VIENE INTITOLATO UN VIADOTTO AL MARESCIALLO GIULINAO GUAZZELLI

Si è svolta ieri mattina sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” la cerimonia di intitolazione del viadotto al km 184,400 al Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Giuliano Guazzelli, ucciso in un agguato mafioso il 4 aprile del 1992. In occasione del 25esimo anniversario della sua morte, l’Arma dei Carabinieri, la Prefettura di Agrigento ed Anas hanno voluto rendere omaggio al sottufficiale dell’Arma che fu ucciso mentre percorreva la statale 115 ad Agrigento e dove, ieri mattina, è stata scoperta una targa commemorativa.

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Prefetto Nicola Diomede, il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, il Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri Silvio Ghiselli, il Generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri Riccardo Galletta, il Responsabile Area Compartimentale per la Sicilia Occidentale dell’Anas Nicola Montesano e numerosi studenti di diverse scuola dell’agrigentino.

Giuliano Guazzelli fu assassinato il 4 aprile 1992 sulla strada Agrigento-Porto Empedocle sulla sua auto Fiat Ritmo, gli assassini a bordo di un Fiat Fiorino, lo sorpassarono sul viadotto Morandi nella Valle dei Templi di Agrigento, spalancarono il portellone posteriore e lo uccisero a colpi di mitra e fucili a pompa. A Menfi, cittadina d’adozione del maresciallo, fu proclamato il lutto cittadino.

Guazzelli all’epoca dell’omicidio aveva già maturato l’età pensionabile, ma aveva deciso di restare in servizio, nonostante avesse subito numerosi intimidazioni ed era già riuscito a sfuggire ad un altro agguato.

Inizialmente il delitto fu attribuito alla Stidda, così nel dicembre 1992 vennero arrestati in Germania dei presunti killerProcessati e condannati all’ergastolo dal Tribunale di Agrigento, vennero successivamente assolti dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo per insufficienza di prove.

Passati alla pista Cosa Nostra, per l’omicidio sono state inflitte sei condanne definitive al carcere a vita. All’ergastolo sono finiti Salvatore Fragapane, Joseph Focoso, Simone Capizzi, Salvatore Castronovo, Giuseppe Fanara e Gerlandino Messina.
Nel maxi-processo denominato “Akragas” sono stati inflitti anche 18 anni di carcere al pentito Alfonso Falzone che ha aiutato i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ad incastrare mandanti e sicari.

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