MAFIA. CONFISCATO IL PATRIMONIO DI FILARDO

MAFIA. CONFISCATO IL PATRIMONIO DI FILARDO

by • 20 aprile 2017 • Attualità, Cronaca, Distretto BeliceComments (0)6

CASTELVETRANO (TP). CONFISCATO IL PATRIMONIO MOBILIARE, IMMOBILIARE E SOCIETARIO RICONDUCIBILE AL CUGINO DEL SUPERLATITANTE. SIGILLI ANCHE ALLA SUA VILLA A TRISCINA

Passa allo Stato la villa che era diventata il simbolo del potere imprenditoriale di Giovanni Filardo. La sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani, presieduta da Piero Grillo, ha fatto scattare la confisca dei beni per il cugino del superlatitante Matteo Messina Denaro. Sigilli anche per un’impresa edile, 23 mezzi, un fabbricato rurale, sette appezzamenti di terreno e quattro conti corrente. Una confisca da 3 milioni di euro arrivata grazie alle indagini della Direzione investigativa antimafia di Trapani, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Dino Petralia.Filardo era stato arrestato nel marzo del 2010, nell’operazione Golem II, con l’accusa di avere fatto parte del mandamento di Castelvetrano. Accusa che era caduta nel processo di primo grado, a Marsala. La Corte d’appello di Palermo ha ribaltato il verdetto.
Nel dicembre 2013, un nuovo arresto. Filardo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di trasferimento fraudolento di beni aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra. Ora, la confisca del complesso aziendale della BF Costruzioni srl. L’indagine ha evidenziato la “manifesta sproporzione tra il valore dei beni e la capacità reddituale dell’imprenditore, tale da non consentire la possibilità di acquisire le risorse finanziarie, idonee ad avviare autonomamente nuove attività commerciali. Tali disponibilità, pertanto – questa l’accusa – sono da considerarsi frutto delle attività illecite o il reimpiego dei relativi proventi”.
Filardo ha sempre tenuto i contatti con Cosa nostra trapanese per conto di Matteo Messina Denaro – ha spiegato il pentito Lorenzo Cimarosa – aveva rapporti con tutti i capimafia della provincia con cui regolava e concordava e metteva a posto lavori e appalti“.

Fonte Repubblica.it

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