"MEGLIO STAR CALMI..MATTEO HA UN ESERCITO PRONTO A MUOVERSI"

“MEGLIO STAR CALMI..MATTEO HA UN ESERCITO PRONTO A MUOVERSI”

by • 10 maggio 2017 • Attualità, Cronaca, Distretto Belice, Economia, NazionaleComments (0)9

MARSALA (TP). L’OPERAZIONE VISIR OLTRE A 14 FERMI PER MAFIA, FA EMERGERE INQUIETANTI PARTICOLARI SULLA “PRESENZA DI MATTEO MESSINA DENARO SUL TERRITORIO” E SUL SUO “POTERE ASSOLUTO”

 L’operazione portata a termine nella notte dai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Trapani e coordinata dalla procura Distrettuale di Palermo e che ha portato al fermo di 14 persone indagate di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, delinea un quadro davvero particolare.

Sono  indagini recentissime, del 2015, indagini che confermano come Matteo Messina Denaro, latitante da 24 anni, sia il capo mafia indiscusso e con a disposizione un “esercito pronto ad essere mosso”, il boss alla quale tutti si rivolgono per dirimere questioni interne alle varie famiglie mafiose.

 “In particolare – scrivono gli investigatori – le disposizioni del latitante venivano veicolate da Nicolò Sfranga al capo decina, nel corso di una movimentata riunione del 2015 quando, nel riferire le volontà  di Messina Denaro, forniva importanti ed inediti elementi sia in ordine alla sua presenza nel territorio della provincia di Trapani, sia in merito alle dinamiche di funzionamento di cosa nostra marsalese”. L’indagine ha anche evidenziato il ruolo qualificato di Rallo nelle relazioni funzionali di livello anche ultra provinciale, per la gestione di attività estorsive, in particolare con il mandamento di San Giuseppe Jato nel palermitano.

In modo particolare, è stata accertata la presenza all’interno di un sodalizio, di due sottogruppi affiliati riferibili: il primo a Nicolò Sfranga, uomo di fiducia del capo mafia di Marsala; il secondo a Vincenzo D’Aguanno, il quale, malgrado riconoscesse l’autorità di Vito Vincenzo Rallo, era insofferente alle ingerenze di Sfranga, per ciò che riguardava la spartizione dei guadagni illeciti provenienti dal racket delle estorsioni. I militari dell’arma che in questi due anni hanno effettuato le indagini su quel territorio, hanno scoperto dell’esistenza di un summit dov’era presente anche il boss.

In merito agli arresti avvenuti a Petrosino, il sindaco, Gaspare Giacalone, dichiara: “È sconcertante quanto è emerso dalla conferenza stampa dei carabinieri sugli arresti di oggi. Davano rifugio a Matteo Messina Denaro ed eseguivano i suoi ordini. Stavano preparando degli omicidi e gestivano pure i lavori pubblici.  Chiedevano soldi alle imprese e sapevano essere feroci. Si scopre che erano riusciti ad estorcere un’impresa che eseguiva lavori pubblici per una Piazza a Marsala. Quante occasioni e quante opportunità hanno tolto a questa terra. Ai giovani e alla gente onesta, alle imprese e alle istituzioni. Mi rendo sempre più conto che abbiamo intrapreso la strada giusta. È gravissimo affermare  che la mafia non esiste e che devono pensarci solo le forze dell’ordine e la magistratura. Noi politici e amministratori locali dobbiamo fare la nostra parte, dare messaggi chiari e tenere gli occhi aperti.  L’unico modo per creare seriamente sviluppo e lavoro è dire NO ALLA MAFIA”.

Tratto da: gds.it

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