RELAZIONE ANTIMAFIA. MAFIA, 'NDRANGHETA E MASSONERIA COLLEGATE

RELAZIONE ANTIMAFIA. MAFIA, ‘NDRANGHETA E MASSONERIA COLLEGATE

by • 22 dicembre 2017 • Attualità, Cronaca, elenco, Evidenza, Nazionale, PoliticaComments (0)6

ROMA. PRESENTATA LA RELAZIONE ANTIMAFIA. PARLA IL PRESIDENTE ROSY BINDI: “17 MILA ISCRITTI ALLE 4 OBBEDIENZE. LA GRAN PARTE SONO MEDICI, AVVOCATI, INGEGNERI, COMMERCIALISTI, FORZE DELL’ORDINE, MAGISTRATI E POLITICI”

“Cosa Nostra siciliana e la ’ndrangheta calabrese da tempo immemorabile e costantemente fino ai nostri giorni nutrono e coltivano un accentuato interesse nei confronti della massoneria.

A scriverlo la Commissione Antimafia nella relazione della presidente Rosy Bindi. “Da parte delle associazioni massoniche si è registrata una sorta di arrendevolezza nei confronti della mafia. Sono i casi, certamente i più ricorrenti, in cui si riscontra una forma di mera tolleranza ch si rivelano i più preoccupanti”. 

Con il sequestro – aggiunge l’Antimafia – non è stato possibile venire in possesso degli elenchi effettivi degli iscritti perché presso le sedi ufficiali forse neanche ci sono” e comunque “non consentono di conoscere un’alta percentuale di iscritti, occulti grazie a generalità incomplete, inconsistenti o generiche. Il vincolo di solidarietà tra fratelli consente il dialogo tra esponenti mafiosi e chi amministra la giustizia, legittima richieste di intervento per mutare il corso dei processi e impone il silenzio” come emerge “in un caso di estrema gravità”. 

E’ opportuno, si legge nella relazione, “modernizzare la legge Spadolini-Anselmi” ed necessaria una previsione di legge che chiarisca che le associazioni segrete, “anche quando perseguono fini leciti, sono vietate in quanto tali perché pericolose per la realizzazione dei principi di democrazia”.  “Una norma del genere attuerebbe, finalmente, la volontà dei costituenti finora rimasta ignorata anche dalla legge Spadolini Anselmi”.

C’è un persistente “interesse delle associazioni mafiose verso la massoneria fino a lasciare ritenere a taluno che le due entità siano divenute una cosa sola”, scrive l’Antimafia. “Ciò non significa criminalizzare le obbedienze”; l’Antimafia si chiede se si siano “dotate di anticorpi“. Dei circa 17 mila iscritti alle quattro obbedienze la gran parte di loro appartiene al mondo delle professioni (medici, avvocati, ingegneri, commercialisti). C’è una certa presenza delle forze dell’ordine e, fino a diversi anni addietro, di magistrati e politici.

Sono 193 i soggetti indicati dalla DnAA (Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo) come iscritti in procedimenti penali, sottolinea la relazione, ed è consistente il numero di soggetti che, pur non indagati, imputati o condannati per delitti di natura mafiosa, hanno collegamenti diretti con esponenti della mafia e possono costituire un anello di collegamento tra mafia e massoneria.

“Siamo seriamente preoccupati. In Italia qualcuno vuole riportare indietro le lancette della storia reintroducendo di fatto leggi fasciste e illiberali soprattutto contro i massoni. Come denunciò Antonio Gramsci, può essere l’inizio di un pericoloso ritorno al passato. È in grave pericolo innanzitutto la democrazia e il libero pensiero”, è la replica del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi.

Fonte: ansa.it

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