SPARA ED UCCIDE IL SUO ESTORSORE. CASTELVETRANO SI SPACCA IN DIFESA DEL VESSATO

SPARA ED UCCIDE IL SUO ESTORSORE. CASTELVETRANO SI SPACCA IN DIFESA DEL VESSATO

by • 11 gennaio 2016 • Attualità, Cronaca, Distretto BeliceComments (0)29

CASTELVETRANO (TP). LA VITTIMA DELL’OMICIDIO SI CHIAMAVA IGNAZIO PELLICANE, 40 ANNI, NOTO PREGIUDICATO.  MA LA CITTÀ SI SCHIERA A FAVORE DELL’AUTORE DEL DELITTO, L’ONESTO COMMERCIANTE VESSATO

La città si spacca dopo la terribile notizia di ieri sera, di un omicidio a colpi di fucile contro un concittadino. Ed in effetti chiunque si schiererebbe contro l’autore del delitto, se non fosse che lo stesso è da tutti riconosciuto come una persona perbene, un gran lavoratore e se non fosse che la vittima è un noto pregiudicato. Stanco delle continue vessazioni subite, suo malgrado, un anziano venditore ambulante di Castelvetrano che si trova ora agli arresti dopo aver ucciso a colpi d’arma da fuoco un noto pregiudicato, avrebbe deciso di porvi fine nel modo più drastico.

Il luogo del delitto è via Caduti di Nassiriya, nei pressi del centro commerciale Belicittà, in una zona periferica della città dove sorgono molti grossi centri commerciali e supermercati delle grandi catene. La vittima si chiamava Ignazio Pellicane, 40 anni, pregiudicato molto noto alle forze dell’ordine con una lunga lista di precedenti penali. Ad ucciderlo a colpi di fucile sarebbe stato Salvatore Accardo, 60 anni, anche lui molto noto a Castelvetrano per la sua panineria ambulante. Il suo piccolo camion, adibito a friggitoria e panineria, è solito sostare sul posto indicato ed è meta di molti giovani e non solo.

Secondo una prima ricostruzione, Ignazio Pellicane si sarebbe rifiutato di pagare ciò che aveva consumato, come spesso succedeva però. Non era la prima volta, infatti, che accadeva, i due avevano avuto precedenti litigi e pertanto erano da tempo ai ferri corti. Dinanzi all’ennesimo atto di prepotenza del 40enne pregiudicato, l’anziano proprietario dell’esercizio commerciale ambulante avrebbe preso un fucile che teneva sotto il bancone ed avrebbe aperto il fuoco, colpendo Pellicane in pieno petto, sotto gli occhi, pare, degli stessi dipendenti del mezzo.

Lo stesso Salvatore Accardo, conosciuto a Castelvetrano come “Zu Turiddu”, si sarebbe poi presentato alla caserma dei carabinieri raccontando quanto accaduto e confessando dunque l’omicidio.
Il movente sarebbe stata pertanto l’esasperazione del titolare della panineria che lo ha spinto alla reazione più estrema, ad un gesto di pura follia che lo trasforma di colpo da vittima in carnefice, con l’accusa di  omicidio volontario.
Quello che però sta succedendo in città è inaspettato. Sui social tra commenti e post pubblici e su bacheche personali, lu “Zu Turiddu” viene salutato come un eroe, un uomo capace di farsi giustizia, meritevole di lodi e rispetto, esaltato e sostenuto nella sua scelta con frasi del tipo “non sei solo” “coraggio” “ben fatto” “ci mancherai” “liberatelo subito”. Un segnale di rifiuto della prepotenza, certo, ma parallelamente di non considerazione della legge.
Eroe o vittima, dunque? E vittima di chi o di quale sistema?
Ciò che è certo è che, ancora una volta, questa è una triste storia, un uomo è stato ucciso ed  un altro uomo, che da sempre si sacrifica per strada per portare da mangiare alla famiglia, sarà valutato dalla legge che non applica sconti a nessuno, o quasi.

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